Food Economy Workout: nasce il programma di alta formazione per il business alimentare del futuro

Scopri i segreti dell’economia alimentare del futuro

Molto tempo fa qualcuno diceva: «Siamo ciò che mangiamo». Un proverbio popolare forse, o una grande massima filosofica probabilmente, ma di certo, questo breve aforisma cela al suo interno un’assoluta verità che oggi è sempre più attuale e attualizzata da studi, ricerche, rapporti, analisi, dati, prove empiriche, ricostruzioni storiche, strategie di business e artefatti della comunicazione. In ogni settore, a tutti i livelli e in qualunque ambiente l’uomo del XXI secolo sta concentrando la sua attenzione sul mondo del food. A tal punto che questa branca della conoscenza umana non è più inquadrabile esclusivamente in un contesto culturale, magari per definire le abitudini e tradizioni alimentari di un popolo o la capacità agricola di un’area geografica, bensì, essa rappresenta uno dei perni fondamentali dell’economia moderna sotto molteplici punti di vista soprattutto nel Belpaese. Basti pensare, per esempio, che in un mercato italiano il cui valore oggi si aggira intorno ai 15 miliardi di euro, equivalenti a circa l’11% del Pil nazionale, secondo gli ultimi dati emessi dall’Istat, nel 2018 l’agrifood è stata una delle principali voci all’interno del fatturato dell’export italiano nel mondo, attestando il proprio valore a circa 41.8 miliardi di euro. Nell’universo dell’agroalimentare, inoltre, è possibile notare come in particolare il vino (5.8 miliardi di euro), seguito da ortaggi (1.3 miliardi di euro) e frutta (70 milioni di euro) siano diventati negli ultimi 12 mesi i segmenti più remunerativi. Secondo una recente ricerca Nomisma, realizzata con il supporto di CRIF, inoltre, in Italia l’agroalimentare rappresenta la prima filiera del Paese con 600.000 imprese nel settore e 1.200.000 in tutta la filiera a esso collegata direttamente e indirettamente; gli addetti sono oltre 3.000.000. Passando ai vari anelli che costituiscono la filiera si nota anche che la maggior crescita si concentra nei servizi con un +4,9%, contro il +4,7% del supporto, +4,5% nella trasformazione, +3,5% nella distribuzione e +3,4% nell’ambito delle materie prime. Mentre se si guarda al credito erogato alla filiera agroalimentare, si nota subito un incremento del +6,9% contro una media del +3,4% ottenuto dal resto delle filiere italiane, giungendo, quindi, a una crescita superiore del 50% rispetto alla media. Se si considera, poi, come l’innovazione tecnologica e la digital transformation stiano influenzando il settore, si scopre che oggi in Italia il cosiddetto FoodTech o AgriFood di precisione, ovvero tutto il comparto di produzione agroalimentare che integra le nuove applicazioni tecnologiche nei sui processi produttivi, vale circa 400 milioni di euro, assumendo così un ruolo sempre più importante nelle logiche e nelle dinamiche di filiera e costituendo ormai uno degli asset fondamentali del mercato, grazie all’adozione di nuove tecnologie come l’utilizzo di droni, gps, big data, analytics e molto altro ancora.
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